Comunità di Casa Madre

La Casa Madre, culla della congregazione delle fmsc, è:sede della Provincia religiosa “S. Maria degli Angeli” casa di riposo che accoglie non solo le sorelle anziane o ammalate della Provincia, ma anche quelle sorelle che tornano dalle missioni… Dopo una vita operosa, spesa per Dio e i fratelli, le suore assumono qui una missione non meno importante e preziosa: quella dell’offerta quotidiana della sofferenza e della preghiera, convinte come sono, che la fecondità apostolica dipende anzitutto dalla preghiera con la quale si implora, come dice il Vangelo, “venga il tuo Regno!”


POMERIGGIO FANTASTICO

casamadre

E’ successo proprio in Casa Madre! Il 1° agosto, in Infermeria, si è realizzato un pomeriggio “musicale”.
Il Sig. Franco De Biasio, in carrozzella, presente qui con la moglie Vittoria, ha rallegrato le Sorelle con canti vari, suonati alla pianola elettronica.
Ha iniziato con il “Panis Angelicus”, da lui stesso anche cantato; ha proseguito con canti di montagna ed altri, noti alle Suore.
Gli è stato chiesto un valzer e questo fatto ha invitato a ballare: Sì, proprio a ballare! Si è sviluppata un’allegria straordinaria!
Ad un certo punto, il Sig. Franco ha azionato la pianola, che continuava a suonare, mentre lui ha “ballato”, come poteva, spingendo la carrozzella di Sr. Biancangela: un balletto originale, improvvisato, fuori dal consueto repertorio!
Intanto anche la Signora Anna Stecca, sorella di Sr. Daniela, presente con Sr. Filiberta Biagioni (venuta dalla Francia e accompagnata a visitare casa madre) ha preso a ballare con Sr. Danila Cavasin.
E’ stato il via per attirare altre suore a muoversi a ritmo tra carrozzine e poltrone…
Potete immaginare la gioia di tutte! Ringraziamo il Signore che ha rallegrato veramente le nostre sorelle dell’Infermeria.
La sera, poi, alla ricreazione della Comunità, il Sig. Franco, con la collaborazione di Sr. Eleonora, ha girato, in carrozzella, nel cortile della fontana; aveva agganciato alla carrozzella stessa un carrellino con le ruote, sopra il quale c’era un vassoio con cioccolatini, che venivano offerti alle Suore.
Anche questo gentile gesto ha rallegrato tutte. Benediciamo il Signore anche per la gentilezza di Franco e Vittoria.

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Bella sorpresa! La Celebrazione eucaristica di questa II Domenica dopo Natale è presieduta da S. Ecc.za l’Arcivescovo Mons. Andrea Bruno Mazzocato.
Ci giunge una telefonata, non molto tempo fa: “S. Ecc.za non avendo impegni particolari, il 5 gennaio 2014 verrebbe a celebrare la S. Messa in Convento”. Ovviamente accogliamo con gioia l’offerta.
Giunge, oggi, accompagnato da un Diacono permanente.
Ricca e profonda l’Omelia che ci offre, incentrata sul dono di Dio per il Natale.
“Il Verbo, la Vita, è venuta a splendere tra noi. Il Padre ce l’ha donata, ma il Figlio ha fatto fatica a trovare accoglienza tra noi. Era la Luce, ma le tenebre hanno fatto resistenza. La Luce ha vinto definitivamente sulla Croce e con la Risurrezione.
Il mondo è stato fatto da Lui, ma il suo popolo non l’ha accolto”.
Citando poi il Papa Francesco, ha affermato che “il Natale non è quello di una bella cartolina, è una lotta contro gli uomini”.
Ha proseguito: “Ma a coloro che l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio”; questo è il dono del Natale! I genitori ci hanno vita nuova.
dato la carne e il sangue, ma è Dio che ci dà lo Spirito, e lo Spirito fa rinascere i peccatori. S. Paolo ricorda agli Efesini che “Dio ci ha scelti per essere santi e immacolati nella carità, predestinandoci ad essere figli adottivi in Cristo Gesù”!
E aggiunge: “Dobbiamo vivere il Natale, scoprire che cosa significa ‘diventare figli’. E i figli come vivono?”
Concludendo ha esortato tutti i presenti a godere di essere figli e di poter chiamare Dio Padre. Chi vive di Gesù, vive in eterno.
Tanti dimenticano di essere figli e diventano egoisti. Dobbiamo rinnovare il nostro cuore, avere la gioia del cuore perché Gesù è venuto per darci la gioia, l’amore. Dobbiamo essere sereni anche nelle prove perché ci aspetta l’eredità fra i santi”.
Dopo la S. Messa si è intrattenuto brevemente con le Suore che lo attendevano in corridoio; in Infermeria, poi, ha salutato ogni Sorella, dando la benedizione.
Ringraziamo il Signore di questo dono particolare.